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la giornata inizia lentamente, in maniera tranquilla; è ora di colazione e prendo in mano il libretto del camp per capire cosa i ragazzi affronteranno oggi: un argomento non semplice, ma intenso.
penso che spesso le persone sono confuse e vagano in cerca di soluzioni, di risposte, credendo che quando le raggiungeranno avranno finalmente raggiunto il loro obiettivo: ma quale obiettivo raggiungiamo se pretendiamo le risposte prima di porci le domande?
fin da bambini impariamo a porre domande per capire, per crescere.. allora perchè qualcuno poi smette di farlo?
per esempio potrei citare delle domande che ogni bambino ha chiesto almeno una volta nella vita…” perchè il cielo è blu? perchè esiste la guerra?” ora ditemi, sapreste rispondere?
l´uomo da sempre necessita del sapere; per evolversi, per progredire, per non arrestarsi; eppure molto spesso le persone si accontentano di “credere di sapere” per comodità o per pigrizia.
ma è la curiosità che ci tiene vivi, che rende la vita un´avventura, che dona nuova luce a tutto ciò che ci circonda… ricco è colui che arricchisce la propria vita di esperienze e di domande; se sono quelle giuste ne genereranno di nuove e la scoperta non finirà mai!
dunque non arrendiamoci ai “perchè è così” o ai “perchè mi hanno insegnato così” non fermiamo la nostra e la altrui gioia della scoperta (non è mai il tempo sbagliato per coltivarla)
non accontentiamoci, anche quando siamo stanchi dopo una giornata di lavoro e la voglia sembra assopita, anche quando il mondo sembra non cambiare e ci sentiamo arresi, anche quando le domande sono tante e non troviamo alcuna risposta; cambiamo la domanda, cambiamo la prospettiva, una risposta arriverà (ma la gioia sarà la nuova domanda che ne nascerà)
oggi mi sono risposta a molte domande. per esempio “perchè il cielo è blu?”
beh la luce del Sole è bianca per¬ché contiene tutti i colori “mescolati” nello stesso raggio; ogni colore si sposta con onde più o meno ampie. Quando la luce entra nell´atmosfera terrestre, si “scontra” con i gas dell’aria : i colori con onde più lunghe (il rosso), “scavalcano” le particelle dell’aria e continuano il loro tragitto. Il blu , invece, ha onde più corte : si scontra con le particelle ed è deviato e riflesso in tutte le direzioni. Così, ovunque si guardi, i suoi raggi arrivano ai nostri occhi e “colorano” di blu il cielo
però non ho trovato una risposta a “perchè esiste la guerra?” i bambini si che conoscono le domande giuste.

Alice (mamma di Sofia Zanoli)

Ciao,
Leggendo il testo riportato nel libretto per il primo giorno mi è venuto da sorridere… io, che di mestiere faccio e mi faccio domande ( sono un ricercatore universitario) mi sono accorta di quanto sia semplice fare domande ´su´ ciò che è fuori da noi e quanto invece sia difficile e richieda coraggio farsi domande ´su di noi´. Come mamma di Matilde il giorno in cui ho lasciato mia figlia a Disentis mi sono fatta tante domande ( starà bene? Si divertirà? Si farà nuovi amici?); solo a distanza di diverse ore ho avuto il coraggio di chiedermi ´ma io come starò questa settimana?´… non ho la risposta ovviamente ma sono curiosa di vedere come andrà anche se è già un risultato essersi posta la domanda (almeno X me!). Come adulti siamo abituati a dare risposte alle persone che ´dipendono da noi´ un po´ meno a farci delle domande!
Buon divertimento!

KATIA Montalbetti

> La domanda che mi sono posta oggi non è molto filosofica, ma credo che il mio personale percorso formativo debba iniziare proprio da qui:
> Perché ho mandato mio figlio a Disentis?
> Ho mandato mio figlio di nemmeno otto anni a Disentis perché ho assecondato il suo profondo desiderio di provare quest´esperienza, senza ascoltare i vari commenti di chi riteneva fosse troppo piccolo x viverla. Non volevo tarpargli le ali ma fidarmi di lui e del suo “mamma io mi sento pronto!”
> Questo è ciò che ho pensato fino ad oggi, ma grazie al gioco delle domande proposto ho scoperto che c´è di più, che ci sono motivazioni più profonde…
> Ho mandato mio figlio a Disentis perché lo amo profondamente, perché ogni suo sorriso vale molto di più di ogni mia lacrima, perché la sua gioia vale molto di più della mia malinconia,perché vorrei che capisse fin d´ora che lo sosterrò sempre in ogni sua scelta,indipendentemente dalla mia opinione al riguardo.
> L´ho mandato perché vorrei che diventasse un adulto libero di credere nei suoi sogni e nella possibilità di realizzarli.
> L´ho mandato perché voglio intraprendere un percorso di crescita insieme a lui, perché voglio amarlo ancora di più dopo aver provato la sua mancanza, perché voglio apprezzare ancora di più la sua presenza nella mia vita senza darla per scontata.
> L´ho mandato perché spero che anche in lui la nostra lontananza susciti dei sentimenti positivi, perché pur sapendo che potrebbe vivere dei momenti di sconforto sono convinta che anche le lacrime aiutino a crescere.
> L´ho mandato perché voglio che impari a fidarsi degli altri, perché voglio che provi il valore dell´amicizia condividendo un´esperienza tanto entusiasmante ma al contempo impegnativa.
> L´ho mandato e sono felice di averlo fatto!
> Grazie di cuore per la riflessione e per le lacrime scaturite.
>
> Silvia

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