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Verrò di nuovo qua a Disentis?
Sicuramente, perché questa settimana è stata la più bella settimana della mia vita e da grande farò lo staff.

Cosa voglio imparare o conoscere qui a Disentis?
Vorrei imparare a divertirmi con cose semplici e controllare la rabbia e conoscere meglio la natura che ci circonda.

Io sono come i personaggi degli asteroidi che il Piccolo Principe ha incontrato durante il suo viaggio. Sono il vanitoso, a volte troppo attento a sé stesso, troppo attento ad apparire e poco attento all’essere. Sono l’ubriacone che sa di sbagliare ma non vuole o non riesce a non farlo più. Sono l’uomo d’affari così attento ai beni materiali e voglioso di possedere a tutti i costi. Sono il lampionaio così diligente e attento al suo lavoro da dimenticare veri affetti della vita. Sono anche il geografo che sa e vuole sapere senza però scoprire e sperimentare in prima persona. Sono questi cinque personaggi, sono un insieme di queste caratteristiche che ci sono in coro. Solo nel saperlo e nell’ammetterlo si potrà essere in grado di crescere e migliorare. La persona perfetta, senza limiti e paure non esiste, tutti ne abbiamo. Non bisogna averne paura, bisogna invece affrontarle e provare a superarle e vincere consapevoli che possono ripresentarsi quando abbassiamo la guardia. Queste settimane mi servono per capire i miei limiti promettermi di migliorare una volta tornato nella vita “reale”. Grazie.
Staff

Se guardassimo veramente l’essenziale con il cuore, secondo me ala pace, si sarebbero ancora guerre?
Secondo me, se guardassimo l’essenziale con il cuore le guerre non ci sarebbero più, anche perché ognuno con il proprio talento aiuterebbe per un mondo migliore senza guerre.

Quanti legami potremmo iniziare e quanti altri si potrebbero spezzare per le cose più banali?
Di legami se ne possono creare di infiniti ma l’importante è che siano veri, invece, se ne possono spezzare tanti ma solo quelli forti non si spezzeranno mai.
Quale personaggio di questo racconto vorresti essere?
Io vorrei essere la volpe per le sue meravigliose frasi.

Perché a volte non affronto i problemi? Perché non ne parlo con i miei cari?
Perché ho paura di affrontarli e mi vergogno di parlarne.

Quali sono i miei sogni?
Il mio sogno è aiutare gli animali e le persone povere.

È facile o difficile dire grazie a una persona? Perché?
Per me, a volte è facile, a volte difficile. Perché se è un amico di cui ti fidi è facile; se invece è un’altra persona è un po´ più difficile.
Hai un sogno che vorresti realizzare? Quale?
Sì ce l’ho. È un sogno dove il mondo è migliore, tutti sono uguali ma anche tutti diversi, le guerre sono un lontano ricordo insieme alle altre cose brutte, nessuno è ricco e nessuno è povero, tutti hanno una casa e nessuno dorme per strada. Per favore aiutatemi a rendere un mondo un posto migliore per tutti

Cosa sono le ali?
Sono la nostra libertà, felicità e il nostro aiuto per vivere.

Ma noi crediamo di non avere le ali, ma invece ce le abbiamo. Noi abbiamo le ali della felicità, dell’amicizia, delle emozioni e noi se non avessimo le ali non sapremmo in quale direzione andare. E leali si vedono solo nel cuore di chi le contempla.

Riuscirò a farmi delle domande? Basta che ci penso un po´.
Riuscirò a piantare una pianta? Basta che me ne prendo un po´ cura.
Riuscirò a fare una bandiera? Basta che ci provo.
Riuscirò a fare canestro? Basta che ci provo.

A me è piaciuta la gabbianella perché non si è arresa ci ha provato e ha imparato a volare! Nulla è impossibile se provi a farlo! Bisogna sempre fidarsi delle persone più care! Non ci dobbiamo mai arrendere!

A me questa storia è piaciuta molto (faccio i complimenti allo staff per la magnifica sceneggiatura). Sinceramente a dirla tutta nel 2014 quando abbiamo fatto la storia de “La Gabbianella e il Gatto” con solo il testo e alcune immagini non avevo capito un granché.

Qual è il mio sogno da raggiungere nella vita?
Il mio sogno da raggiungere nella è sicuramente debuttare in Serie A, ma vorrei che le guerre non ci fossero più.
Abbiamo le ali?
Sì, le abbiamo. Qualcuno non ci crede, ma io sì! Secondo me ci compaiono quando la vita finisce, però ce le abbiamo sempre nella schiena, per poi diventare angioletti! A proposito de “La Gabbianella e il Gatto”, oggi il mio ‘gattino’ compie quattro anni. Anche se da lontano gli vorrei augurare… BUON COMPLEANNO! Ultima cosa… la prima canzone che mettete mi fa sempre piangere perché mio nonno Olindo è in cielo da trent’anni. E sono trent’anni che impara a volare con le sue ali da angelo.

C’è un’invenzione che vorrei inventare in futuro come ha fatto Steve Jobs?
Sì, mi piacerebbe inventare una macchina per volare, ma non chiusa, aperta in modo che il vento sfiori i capelli a coloro che ci saliranno e godersi il paesaggio che li circonda.
Quanti sacrifici avrà fatto Simona Atzori per imparare a usare così bene i piedi come se fossero le sue mani?
Sicuramente Simona avrà fatto tantissimi sacrifici per raggiungere l’apice della bravura, poi invece ci sono delle persone che si lamentano per un graffietto e invece ce ne sono delle altre che pur non avendo braccia o gambe non si arrendono e cercano in tutti i modi di realizzare i propri sogni.

L’importante non è soddisfarsi subito, cioè quando fai qualcosa, non dobbiamo accontentarci la prima volta, ma provare e riprovare.
Perché non dobbiamo soddisfarci la prima volta?
Perché se ci soddisfiamo la prima volta, non riproveremo più, invece se bisogna provare e riprovare finché non siamo DAVVERO soddisfatti.

Ma io voglio diventare famoso ed essere conosciuto in tutto il mondo?
A questa domanda potrò rispondere quando sarò più grande. Per adesso rispondo dicendo che a scuola, in oratorio e nei posti in cui vado. Con i miei amici, non voglio essere il più bravo, il più seguito, il più importante, ma voglio essere un bambino UGUALE a tutti gli altri, mi voglio impegnare nelle cose che faccio, mi voglio DIVERTIRE. Se si vuole fare i più importanti, i più bravi, si rischia i non divertirsi perché si pensa solo a farsi vedere. Io voglio anche imparare cose nuove; se si vuole essere il più importante si pensa di sapere già tutto e quindi non si imparano cose nuove. Questo non significa che chi è famoso non è una brava persona, anzi può essere anche molto intelligente, però bisogna sapersi controllare. Da grande, se divento famoso, spero di restare del parere di adesso e non di credermi il più grande in tutto il mondo.

Tre sono le parole che mi posso portare a casa quest’anno dal Camp Disentis.
Sicuramente sacrificio nella vita per ottenere quello che si desidera, questo spesso viene a mancare…
Passione: sacra la passione e il desiderio che ti stimolano giorno per giorno è difficile…
Successo: comunque vada è sempre un successo se ho messo tutto l’impegno, sacrificio e passione.
La vita vale la pena di essere vissuta!
Riuscirò a portare tutto questo nella quotidianità!
Staff

Perché quando cresciamo smettiamo di far domande?
Perché quando si è piccoli a volte non si riesce subito a capire le cose, ma a volte i piccoli sono più bravi dei grandi.

Perché c’è la guerra, e chi l’ha inventata?
La guerra è stata inventata da qualcuno che voleva la violenza, che odiava la vita e tutto ciò che dà rinascita, speranza e colore. L’unica cosa che non so è perché c’è la guerra. Quella persona ha voluto togliere tutto a persone che non hanno colpe.

Volevo dire grazie per la musica, che mi ha fatto scoprire un talento. L’ho trasmessa ai miei genitori che non credevano che avevo questa passione. Volevo fare i complimenti a Chiara, per la canzone suonata ieri al pianoforte. È davvero un esempio per me, ma penso anche per gli altri. Ho scoperto ce alcune persone che hanno per problemi, sanno fare delle cose meglio di altre persone che non hanno questi problemi. Mi ha commosso. Grazie.

Quante amicizie si possono fare nella vita?
La vita è come una matita che scrive, ma con un aiuto o più si possono scrivere grandi cose. L’aiuto che diamo alla matita siamo noi e l’aiuto che si dà alla vita sono gli amici.

Se sei da solo puoi fare tanto ma insieme si può fare di più. Il geografo al contrario di tutti gli altri, che erano da soli, si faceva aiutare e così conosceva dei posti bellissimi da visitare che consigliava ai passanti. Insieme si può fare di più.

Si può veramente trovare il bene anche nelle cose brutte?
Certo! Vorrei fare un esempio: io i primi due giorni di questa vacanza continuano a piangere perché non mi piaceva la vacanza. Adesso che ci ripenso tanti bambini sono venuti a consolarmi. Adesso questi bambini sono miei amici e mi chiedono sempre se sto meglio. Questo vale anche per lo staff: quando mi vedevano piangere venivano da me a consolarmi, adesso li ho conosciuti bene, quindi vorrei dire grazie a questi bambini e a tutto lo staff, compresa la cucina. Adesso sono molto più tranquillo grazie a loro.
Ma io voglio credermi il più importante di tutti?
Io voglio essere sempre da solo o voglio stare in compagnia dei miei amici?

Se sei da solo puoi fare tanto ma insieme si può fare di più. Il geografo al contrario di tutti gli altri, che erano da soli, si faceva aiutare e così conosceva dei posti bellissimi da visitare che consigliava ai passanti. Insieme si può fare di più.

Qual è la cosa più importante per me?
Io non ho una preferenza, per me è tutto importante: la famiglia, l’amicizia, l’affetto, tutto è importante.
Su cosa mi ha fatto riflettere il testo?
Il testo mi ha fatto riflettere sul fatto che una cosa è importante per te se la curi, non se la guardi.
Cosa mi trasmettono i personaggi?
I personaggi trasmettono varie emozioni: l’ubriacone la delusione della sua vita, il lampionaio non ha il tempo per sé, il “contatore di stelle” vuole solo essere ricco per avere altre stelle. Tutti trasmettono emozioni diverse, belle e brutte, il vanitoso non vuole fare amicizia, vuole solo essere ammiratori, e farsi fare gli applausi.
Quale personaggio di questa storia vorresti essere e perché?
Io vorrei essere il Piccolo Principe, perché fa amicizia, ascolta, aiuta, capisce e fa tante avventure e scoperte.
-Quando il Piccolo Principe incontrava le persone, rimaneva stupito?
Perché quando il Piccolo Principe incontrava le persone egli parlava, non lo guardavano in faccia?
Perché le persone facevano tutte cose diverse?
Perché noi, tutti, siamo diversi

Perché mi fido degli amici e della famiglia?
Io mi fido degli amici perché abbiamo instaurato un rapporto bello. Avevo paura di andare a cavallo ma i miei genitori mi hanno spinto a provarci, e ho superato la mia paura.
Perché Fortunata e riuscita a volare?
Fortunata è riuscita a volare perché si fidava de suoi amici.

Trovo fondamentale a determinazione di Zorba e dei suoi amici nell’aiutare la gabbianella a volare e a farle prendere la sua strada. Bisogna sempre circondarsi di persone positive che ci sostengano nelle difficoltà. Una bambina mi ha chiesto perché alla fine Fortunata lascia Zorba. Le ho risposto che, forse, è giusto che ognuno prenda la sua strada, dopo aver raccolto gli insegnamenti di chi ci cresce. È bello apprendere da chi amiamo, ma forse è ancora più bello trasmettere queste cose a chi ne ha bisogno, e prendere la propria strada.
Staff

Per anni ho avuto paura della parola “insieme”. Perlopiù la trascuravo, pensavo di poter star bene sola, di poter vivere soli (il contrario di quello che abbiamo visto nell’intervista di Ezio Bosso). Ho sofferto, ma ora ho voglia di cambiare. Anche questa parola, “cambiamento”, credo si possa legare a “volare”. Abbiamo paura di volare, ma quando ci proviamo sentiamo in noi qualcosa di nuovo. Io ho paura di parlare, il poter aprirsi con qualcuno, poter mostrare agli altri le mie qualità. Ho tenuto tutto questo per me, pensavo di poter volare ugualmente, ma in realtà non ho mai osato farlo. Voglio rivolgere un grazie a tutte quelle persone che mi hanno ascoltata, che mi hanno compresa, che mi hanno fatto volare. Ringrazio lo staff per avermi aiutata a superare una delle mie paure. Vi ringrazio tutti per avermi fatto volare, perché si vola solo insieme.
Staff

Perché mi fido degli amici e della famiglia?
Io mi fido degli amici perché abbiamo instaurato un rapporto bello. Avevo paura di andare a cavallo ma i miei genitori mi hanno spinto a provarci, e ho superato la mia paura.
Perché Fortunata e riuscita a volare?
Fortunata è riuscita a volare perché si fidava de suoi amici.

Ho ripreso le parole chiave del discorso di Baggio. Ho pensato a come le metterei in ordine in base alla mia esperienza.
Passione→ senza non avrei mai iniziato tutto quello che ogni mattina provo a fare, è ciò che ti fa partire;
Coraggio→ vuoi arrivare dove la passione ti spinge? Devi avere coraggio! Per il primo passo se non hai coraggio non parti. Vuoi volare? Buttati;
Sacrificio→ una volta partito devi perseguire e mantenere e devi superare gli ostacoli! Ma guai se non ci fossero! Il sacrificio ti fa capire che la cosa che stai perseguendo è ciò che desideri. Misuri la passione. Se la passione è maggiore del sacrificio prosegui, se il sacrificio prevale e ti fa mollare significa che non era così decisivo per te;
Gioia→ la metterei un po´ ovunque. All’inizio perché se quando sogni non intravedi gioia non partiresti ma soprattutto quando dopo la fatica intravedi i primi risultati li senti di essere sulla strada giusta! È nuova linfa! Mi piace nutrirmi di gioia!
Successo→ mi chiedo sempre se posso dirmi arrivato… se è giusto. O se quello che raggiungo è solo una tappa verso il mio successo… desidero che la mia vita sia un puzzle di tanti successi… spero ogni giorno… che sia un successo. È giusto puntare in alti ma senza tralasciare ciò che si raggiunge quotidianamente.

Cosa vorrei inventare?
Io da grande vorrei inventare la macchina del teletrasporto, che sarebbe molto utile per l’umanità per l’unica cosa importante per una persona diversa è sentirsi accettati. Io in futuro vorrei inventare una palla da basket che entra nel canestro da sola, così anche le persone che non riescono a fare canestro sarebbero felici.

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