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Gli esperti di comunicazione, per ottenere l’attenzione di chi ascolta o,come nel nostro caso, di chi legge, consigliano un inizio accattivante, che serva a stuzzicare la curiosità. Tipo: “oggi voglio raccontarvi una storia”. “C’era una volta …”

Abbiamo anche noi adottato questo suggerimento. Vediamo se funziona con voi.

Il “C’era una volta” è diventato così il titolo del libretto del momento formativo del nostro undicesimo anno a Disentis.

Non vogliamo però parlare di principi e principesse, di fate e streghe e nemmeno di animali che parlano filosofeggiando.

Il nostro “C’era una volta” vuole raccontarvi esperienze e situazioni.

Vuole esprimere pareri e offrire consigli sui particolari momenti della vita che molti di voi si trovano o si troveranno ad attraversare.

Gli argomenti di riflessioni che potevamo proporvi erano veramente tanti e tutti importanti.

Noi dello staff ne abbiamo scelti sei. Li leggeremo e commenteremo insieme da lunedì a sabato.

Su questi argomenti, nei pochi minuti di “deserto”, come abbiamo proposto negli anni passati, chiediamo anche a voi di scrivere le vostre riflessioni, le vostre critiche, le vostre proposte. Potete fare, se sono sinceri e spontanei, tutti i buoni propositi che il vostro cuore vi suggerisce.

Col nostro “C’era una volta” parleremo in sostanza del cibo e del tempo; del carattere delle persone e del “cosa farò da grande”; sentiremo cosa hanno detto del nostro camp un membro dello staff ed una mamma.

Lo scorso anno moltissimi genitori hanno vissuto da casa il nostro momento formativo e ci hanno inviato le loro preziose riflessioni.

Li invitiamo a fare altrettanto anche quest’anno perché il nostro è anche a pieno titolo, il loro camp sportivo-formativo.

I genitori, vedendoci fare tanto sport, inevitabilmente saranno spinti a fare altrettanto e vedendoci impegnati a riflettere su argomenti che ci riguardano e ci coinvolgono, potranno aiutarci con la loro saggezza, esperienza, presenza ed amore a valorizzare tutto quello che abbiamo e a scegliere bene il nostro “cosa farò da grande”.

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