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TERZA TAPPA

SANE ABITUDINI DI VITA PER MIGLIORARE NOI STESSI

Oggi inizia il percorso in salita e dobbiamo percorrerlo quasi tutto da soli, magari in fila indiana e senza distanziarci troppo.

Conoscete tutti come funziona il ciclismo? Il nostro territorio è stato sempre ricco di campioni al riguardo e le nostre strade si riempiono ogni sabato e domenica, in tutte le stagioni, di centinaia di ciclisti amatori.

Nel ciclismo bisogna pedalare se si vuole raggiungere il traguardo e ognuno sulla propria bicicletta.

Nelle gare le tattiche valgono fino ad un certo punto, tutti devono pedalare per conto loro e chi si fa dare anche una sola spintarella rischia la squalifica.

Così è per acquistare le sane abitudini di vita. È una conquista personale e il gioco di squadra consiste solo nell’incoraggiarci a vicenda, nel convincerci reciprocamente che possiamo farcela.

Vediamo allora quali sono le sane abitudini che dobbiamo possedere nella nostra personale scalata alla montagna della Felicità.

L’ordine che proponiamo ognuno può adattarlo alle proprie esigenze.

Intanto impariamo a memoria questa importante massima di Epitteto: “Nessun uomo è libero se non è padrone di sé”.

Epitteto era un filosofo greco, nato tra il 50-55 d.C. e morto a Roma tra il 120-130. Era uno schiavo, liberato poi per meriti culturali.

Aveva ragione: la libertà ci dà il privilegio e la responsabilità di essere padroni di noi stessi.

Epitteto ha scritto, o meglio il suo discepolo Flavio Arriano ha raccolto il suo pensiero in un libro che è conosciuto come “il manuale di Epitteto sulla felicità.

Questo, in sintesi, il suo pensiero.

Per ottenere la felicità la nostra mente deve saper identificare ciò che serve per una condizione felice e saper distinguere quanto, di quello che serve, è in nostro esclusivo potere e quanto non lo è.

La nostra ragione ci dice che la felicità non consiste nel possesso di oggetti materiali, né in qualcosa che gli altri possono fare per noi o contro di noi.

Chi usa bene la ragione sceglie di vivere rispettando il reale valore delle cose. Se lo farà sarà virtuoso, vivrà nel bene, godrà di felicità e di libertà. E non avrà bisogno di altro.

Per essere felici è necessario non lasciarsi andare a desideri che non potranno con certezza essere soddisfatti.

 

E per ultimo diceva che “Il bene e il male dipendono da noi”.

 

Ma torniamo all’elenco delle sane abitudini.

 

1) Eleviamo la mente, curiamo il corpo, nutriamo l’anima. Per fare questo dobbiamo iniziare con l’eliminare da noi la paura. E la paura si vince affrontandola. Superiamo la paura di parlare, di esprimere le nostre opinioni. Superiamo la paura di confrontarci e creiamo legami con gli altri. Superiamo la paura di non riuscire a scrivere, a disegnare, a correre, a saltare, a calciare, a lanciare, a tirare a canestro, ad arrampicarci. Insomma superiamo quelle che crediamo essere le nostre debolezze. La paura è un mostro creato dalla mente, un insieme di pensieri negativi. Superare ogni forma di paura è il primo passo verso la libertà.

 

2) Ritagliamoci ogni giorno un momento di tranquillità e di silenzio. Una specie di sosta per il nostro povero motore surriscaldato. Ci serve per riflettere su tante cose. Facciamolo al mattino per capire gli impegni che ci aspettano. E facciamolo alla sera, prima di addormentarci, per fare un onesto resoconto della giornata.

 

3) Stiamo più immersi nella natura. Noi abbiamo la grande fortuna di vivere in un territorio ricco di verde, di fiumi, di laghi, di parchi. Non ci manca niente, lo abbiamo a portata di mano, come si dice, cioè nel giro di pochi chilometri. Sappiamo che molti di voi hanno giardini e spazi verdi appena fuori la porta di casa e magari hanno anche il classico orticello, coltivato dal nonno, ma che potrebbe essere curato anche da noi. Usciamo più spesso che possiamo, non lasciamoci prendere dalla pigrizia o condizionare da tutti quegli aggeggi, a partire dal cellulare, proibiti giustamente a Disentis, che mortificano il nostro utilizzo del tempo. Sarebbe troppo bello vivere sempre come in questa settimana a Disentis, immersi nella natura e in cui tutte le nostre attività sportive e formative sono un inno a tutte le cose belle della vita. Disentis è un assaggio e anche un invito a rendere utile tutto quello che facciamo per porre basi solide alla costruzione della nostra felicità.

4) Muoviamoci di più. Abbiamo notato subito la vostra reazione. Più di quello che facciamo? Un attimo: stiamo parlando in generale. E’ un invito rivolto a tutti i ragazzi, ma anche ad alcuni di voi in particolare, quando sono lontani da Disentis. Sappiamo benissimo che molti ragazzi, ma anche molti genitori, girano come trottole da un posto all’altro, sono stressati per le troppe attività extrascolastiche. Lezioni di musica, di tennis, pallavolo, calcio, equitazione, ecc,. Tutte cose belle ed utili per il futuro. Ma sappiamo anche che molti ragazzi si muovono pochissimo e che abbandonano l’attività sportiva per noia, dicono, per fatica, per non togliere tempo allo studio, per colpa degli istruttori e, diciamo noi senza paura di essere smentiti pensando ai più grandi di voi, quando arrivano le prime cotte.Ricordiamo il celebre detto degli antichi, sempre valido ed attuale: “mens sana in corpore sano”.

 

5) Curiamo la nostra alimentazione e non sprechiamo mai il cibo. Ricordiamo la bellissima lezione che ci ha dato il “chicco di grano” lo scorso anno. La riassumiamo per chi non c’era. Ad un certo punto della sua storia, dopo averci ricordato quanto sia importante per la nostra alimentazione, il chicco di grano afferma: “Non potete immaginare quanta sofferenza ed umiliazione provo nel vedermi, trasformato in pane, scartato, gettato, appena sbocconcellato, nel secchio dell’umido di casa, nei cestini pubblici, nei cespugli dei parchi giochi o a bordo delle strade delle vostre città. Mentre potrei sfamare, anche ridotto in briciole, tanti ragazzi in molte parti del mondo. Voi sapete a cosa mi riferisco. Le immagini della fame, le pance gonfie, le lacrime, i corpi ridotti a scheletro sono sotto gli occhi di tutti e tutti i giorni purtroppo (…) Io voglio bene ai ragazzi, soprattutto a voi che mi state ascoltando proprio nel vostro primo anno a Disentis e che, dalle vostre espressioni, vedo che mi state dando ragione. Ho paura che anche alcuni di voi meritino il mio rimprovero. Se non fossi abituato ad essere sempre generoso, delle volte mi verrebbe voglia di scomparire per far provare a chi si lamenta col “non mi piace”, spesso accompagnato da capricci e facce schifate, i morsi della fame (…) Sono solo un piccolo, semplice chicco di grano … Vogliatemi un po’ di bene, non rattristatemi più con gli sprechi ed imparate ad essere grati per tutto quello che avete”.

 

6) Non trascuriamo la lettura. Abituiamoci a leggere una mezzoretta al giorno. Ormai le scuole e i comuni sono forniti di buone biblioteche e quasi tutte sono unite in rete, per cui la disponibilità e la varietà di libri è pressoché infinita. Da parte nostra vi consigliamo di leggere le biografie e le autobiografie di persone che hanno compiuto qualcosa di importante e di utile in tutti i settori: nell’arte, nella musica, nella letteratura, nel cinema, nella ricerca e nelle scoperte scientifiche, nelle esplorazioni, nel mondo sociale, nell’impegno politico, nella lotta alla criminalità, nella giustizia, nella costruzione della pace. Nel nostro piccolo, come abbiamo scritto nel primo giorno, abbiamo fatto conoscere a tantissimi ragazzi, molte persone che meritano la nostra stima e che ci sono state di esempio. Ve ne ricordiamo alcuni: Don Lorenzo Milani, Nelson Mandela, Albert Einstein, Alex Zanardi, Martin Luther King, Mahatma Gandhi, Simona Atzori, Steve Jobs, Marcello Candia, Javier Zanetti, Andre Agassi. Chiedete altri nomi anche ai vostri genitori ed insegnanti. La lista per fortuna è molto più lunga di quanto si crede. Vi raccomandiamo una lettura completa sulla loro vita. Non fermatevi alle prime pagine. Il bello viene sempre dopo. Sapete che biografia significa che l’autore del libro racconta la vita di un altro. L’autobiografia invece è quando l’autore stesso racconta la sua vita. Iniziate a leggere la vita del personaggio che vi incuriosisce di più. Prendete appunti, fermatevi a riflettere, cercate di cogliere il messaggio che è diretto proprio a voi. Ogni personaggio vi arricchirà, aprirà per voi nuovi orizzonti e potrà ispirarvi perfino scelte per il vostro futuro. Consigliamo anche la lettura completa delle grandi favole che abbiamo citato nel primo giorno: “Il Piccolo Principe”, “Pinocchio”, e “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”. Sono autentici capolavori, ricchi di significato e di insegnamenti. Ricordiamoci che ciascuno di noi ha affrontato o affronterà nella sua vita problemi e situazioni che sono stati già vissuti da altri prima di noi. Per questo nei libri si possono trovare, se non tutte, molte risposte e suggerimenti utili. Far tesoro dell’esperienza altrui è un furto assolutamente legale.

 

7) Impariamo a scegliere e ad ascoltare della buona musica. Qui giocate in casa. Siete più esperti di noi. Forse dovremo però intenderci sul significato di buona musica. Quella che ci piace, ci diverte, ci rilassa, ci allontana dalle preoccupazioni e magari ci aiuta a studiare anche con più voglia e concentrazione. Va benissimo! Quella che ci porta fuori, lontano, che va controcorrente su tutto, che ci invita alla ribellione, allo sballo, a correre a 150 all’ora, al disprezzo degli altri, che ci fa sentire privilegiati, che sa stordirci con ritmi frenetici e sempre uguali, che ha messaggi di morte. Va malissimo … o almeno discutiamone. Prestiamo attenzione a certi messaggi contenuti nelle parole e nei suoni e non seguiamo le mode. La nostra indipendenza e intelligenza anche in questo settore deve essere difesa. Non stiamo parlando di gusti, quelli sono personali, ma di messaggi che possono far male.

8) Cerchiamo di migliorare il nostro carattere. Dice un saggio: “Se semini un pensiero, raccoglierai un’azione. Se semini un’azione, raccoglierai un’abitudine. Se semini un’abitudine, raccoglierai un carattere. Se semini un carattere, raccoglierai il tuo destino”. Quante volte abbiamo sentito la frase: “Io son fatto così!”, che sottintende l’intenzione che non si può e non si vuole cambiare in niente. La ragione però deve suggerirci quei piccoli cambiamenti che possono renderci persone migliori. Non è difficile capire perché il nostro carattere è definito “brutto” o “bello”; “forte” o “debole” da chi ci conosce bene o viene a contatto con noi. È giusto avere, per esempio, un carattere forte perché un carattere forte incoraggia l’autostima e migliora le qualità delle nostre azioni. Un carattere forte sa alimentare e far crescere in noi virtù importanti come: la laboriosità, la compassione, l’umiltà, la pazienza, l’onestà, il coraggio, la verità, la giustizia e tutte quelle azioni che portano ad essere costruttori di pace.

 

Riflessione dei ragazzi

  1. Vorrei soffermarmi principalmente sul punto n. 8, la cui traccia è:” Cerchiamo di migliorare il nostro carattere”. Io dico spesso la frase:” Io sono fatta così”, dato che ho un carattere un po scontroso, ma grazie alla esperienza qui a Disentis, sto imparando a dire:” Io posso cambiare, se mi impegno ce la posso fare”. Ogni volta metto il muso e non provo nemmeno ad affrontare la situazione, ma ora so che posso cambiare, ci vuole solo un po di impegno. Perché guardiamo sempre il lato negativo del nostro carattere? Perché non affrontiamo le cose senza paura? In realtà non c’è un perché a queste domande, ma dobbiamo solo guardare il lato positivo e tutto può andare per il meglio. Prendiamoci del tempo per riflettere o anche solo per ascoltarci così possiamo capire perché stiamo prendendo una determinata decisione. Non ci dobbiamo scoraggiare, ma dobbiamo fare sempre un passo avanti (Simonetta Silvia).

  1. Secondo me sprecare cibo è anche sprecare impegno di altre persone o piante, anche una piccolissima ciliegia ci ha messo impegno a maturare. Alcune persone o bambini darebbero di tutto per avere il pane  o cibo che noi buttiamo (Restelli Fiorella).

  1. La cosa che penso mi rappresenti di più di questi 8 pensieri è quella sulla musica. Io come sport faccio danza, quindi penso di essere molto legata alla musica. Io quando ballo mi sento completamente trasportata e mi lascio andare. Quando entro in sala di danza tutti i miei pensieri brutti o belli che siano li lascio fuori dalla porta e quando finisco la lezione mi sento più felice e leggera. Ogni tipo di musica mi trasmette un’emozione diversa, ma la musica non la uso solo a danza, la ascolto a Disentis insieme a voi, a casa, a scuola e durante i miei momenti liberi di serenità. Ecco la musica è una delle cose che mi fa sentire felice. Spero che anche voi ascoltiate musica che vi faccia star bene e non solo perché va di moda (Insirello Matilde).

  1. Se ognuno di noi si portasse a casa anche soltanto una delle otto abitudini, si potrebbe migliorare la propria vita. Le testimonianze degli staff sono state fondamentali per me, mi hanno fatto aprire gli occhi  su un sacco di cose che ignoravo, per esempio prendersi cinque minuti al giorno di silenzio mi ha fatto capire che a volte il silenzio in se stessi vale più di mille parole (Jacopo Foglia).

  1. A me è piaciuto molto il paragrafo numero 3, perché secondo me la natura è vita, senza la natura noi non vivremmo. Io sono d’accordo con Sergio, perché gli animali, gli alberi, la natura in genere è felicità e appunto noi stiamo proprio parlando di questo. Ecco perché ho scelto questo paragrafo. La felicità è come un orto da coltivare e bisogna prendersene cura. Insomma in poche parole la felicità è ciò che ci circonda e ciò che ci appartiene (Sieglinde Parachini).

  1. Oggi ho ascoltato e assistito a tante spiegazioni di cose accadute agli staff e  a tanti momenti duri sempre accaduti agli staff. Qui a Disentis anche se sono lontana da casa mi sento più forte e più consapevole di come sono e sto imparando le difficoltà della vita e le scelte da fare, sto volando ad altezze elevatissime. Proprio oggi ho fatto arrampicata e sono riuscita a suonare la campanella. E’ come se io fossi un aquilone e il mio filo non mi teneva più perché ero pesante di cose utili e quindi ho volato più alto perché il mio filo si è staccato. La scalata è dura per salire la montagna, ma sto seguendo i consigli che sento ogni giorno per scalarla con calma (Luciana Marcangelo).

  1. Oggi io non so ancora come ho fatto. Ho fatto una testimonianza a 140 bambini sul rapporto tra la natura e me. Prima avevo paura perché non avevo mai parlato di me davanti a così tanta gente, però dopo le mie parole sono stato felicissimo di esserci riuscito e ne sono veramente stupito. Però, non credevo di fare un così enorme passo (Sergey).

 

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