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CONCLUSIONE

Un grazie sincero a tutti “gli staff” a cominciare da Silvano, Francesco, Riccardo, Ivan e continuando fino all’ultimo arrivato degli “aiuto staff”,

per aver dimostrato per tutti i ragazzi entusiasmo, attenzione, spirito di servizio, disponibilità, presenza costante, incoraggiamenti, incitamenti e spiegazioni tecniche. 

Ma grazie anche per le correzioni e i rimproveri quando l’esuberanza oltrepassava certi limiti.

Grazie ai genitori per aver offerto ai loro figli questa esperienza; per aver affrontato sacrifici materiali, dubbi e preoccupazioni; per aver superato quel senso di vuoto che solo i figli sanno scatenare; per aver avuto fiducia nelle nostre proposte sportive ed educative; per aver avuto l’umiltà e l’intelligenza di mettersi in gioco con noi, nelle riflessioni provocate da questo libretto e da tutte le attività.

Grazie allo staff cucina per la competenza, la pazienza, la puntualità e la bravura con cui ci hanno sostenuti e anche viziati.

Grazie ai responsabili del reparto “medicina e infortuni” per la professionalità e la delicatezza negli interventi,

Grazie soprattutto al buon Dio per ogni istante vissuto a Disentis e per i propositi che ha suggerito ai nostri cuori.

Tutti questi ringraziamenti acquistano valore e significato però se ognuno di noi riuscirà a mettere in pratica anche uno solo dei propositi fatti e non per pochi giorni, ma per gli anni a venire.

Ma se non siamo riusciti a raggiungere tutti gli obiettivi sportivi e formativi che ci eravamo proposti, quelli di: 

– Farvi conoscere, amare e rispettare di più in particolare il territorio che ci ha accolto e la natura in generale; 

– Offrirvi maggiori occasioni di approfondire la conoscenza tra di voi per rafforzare le vecchie e fare nuove amicizie; 

– Farvi superare ogni forma di paura, di “non sono capace”, di guardare sempre il lato positivo in ogni occasione, di convincervi che per allargare ogni orizzonte basta alzare la testa; 

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– Avere fiducia in voi, di essere in grado di fare e mantenere propositi;

Se non siamo riusciti del tutto ad entusiasmarvi, a farvi divertire e ad inculcarvi la voglia di migliorarvi, vi assicuriamo che meglio non riuscivamo a fare. Noi ce l’abbiamo messa tutta.

E, parafrasando le ultime parole che Alessandro Manzoni ha messo come conclusione ai suoi “Promessi sposi”, anche noi osiamo dire: 

Se tutto quello che abbiamo suggerito al vostro cuore, attraverso la favola de “Il re leone”, è servito a convincervi che possiamo rendere la nostra vita un capolavoro, “vogliate un po’ di bene a chi l’ha scritta e anche un pochino a chi l’ha raccomodata. Ma se invece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s’è fatto apposta”. 

Il vostro staff. 

RIFLESSIONE RAGAZZI

  1. Vengo a Disentis praticamente da quanto sono nato e per me è quasi come una seconda casa. In tutti gli anni che sono stato qua ho sempre visto il momento formativo come qualcosa di poco utile o comunque non l’ho mai preso sul serio pensando che “fossero tutte frasi fatte”. Quest’anno, invece, l’ho seguito con più attenzione e posso dire che mi ha dato una mano a superare una situazione che mi ha fatto stare male per qualche mese, in particolare una frase: “Hakuna Matata”. Ho passato notti intere a darmi la colpa per delle cose che sono successe con delle persone a cui tenevo, pensando che fossi io ad essere sbagliato a causa dei miei comportamenti, e facendo così mi stavo fossilizzando, stavo “facendo scappare le mandrie dal mio territorio”. Ho imparato che ogni tanto bisogna fregarsene di quello che succede, Non piangersi addosso e tirare diritto, però bisogna sempre imparare qualcosa dalle cose belle e soprattutto dalle cose brutte. Questo è il primo pensiero che scrivo da quando vengo qui a Disentis e voglio ringraziare Nicolò perché mi ha stimolato molto, non si è mai lamentato del nostro stare in silenzio durante il momento di deserto a gruppi, ma soprattutto è stato lui il primo ad aprirsi del tutto, probabilmente dicendoci cose che non tutti sanno e questa cosa mi ha aiutato ad aprirmi.
  2. Quello che ho imparato da questa settimana speciale ed unica è non bisogna sprecare il tempo chiusa in casa, e mi ha fatto molto riflettere il cambio di squadra per i gioconi. Secondo me lo facevano per aumentare le amicizie e stare tutti insieme. Siete stati molto bravi (staff). Ci avete fatto riflettere e giocare. Quando dovevamo chiudere gli occhi per me è stato bellissimo ed emozionante, perché mi ha fatto pensare ad una frase molto bella “l’essenziale è invisibile agli occhi”. Questa frase la porterò sempre nel mio cuore anche quando sarò in difficoltà. Non vedo l’ora dell’anno prossimo qui a Disentis.
  3. Questa settimana mi ha completamente cambiata come persona, mi sento diversa, leggera e più forte di prima. Mi dispiace lasciare il Camp perché sembra essere passato pochissimo tempo da domenica, volevo stare qui però le cose belle durano poco. Il primo giorno non vedevo l’ora che i miei genitori andassero a casa per iniziare il Camp con l’adrenalina al massimo. Il Cerchio Della Vita mi ha fatto riflettere su molti miei dubbi e ora so come affrontarli. Ad esempio ho imparato come sono unica, come sono diversa e come rimediare alle fatiche. Sinceramente non desidero premi, perché il premio più grande è essere qui e aver conosciuto le mie fantastiche amiche di Disentis che mi hanno aiutata nei momenti difficili in cui mi hanno fatto sorridere; mi piace farle ridere e star bene. Mi mancherà molto Disentis.
  4. Ciao a tutti, per scherzo nel 2013 mi è stato chiesto se volessi venire a Disentis, ma in quel periodo ero abbattuto, perché era appena scomparsa la mia mamma e sinceramente non avevo tanta voglia di mettermi in gioco. Ma grazie a Silvano, che mi ha convinto, alla fine ho ceduto e sono venuto. Il mio pensiero tutti i giorni era rivolto a lei, ho sofferto molto e sto soffrendo ancora adesso, anche se non si nota molto perché non mi piace farmi vedere triste. Io in questa settimana mi sono divertito tantissimo con i ragazzi e con i soci della cucina, compreso la new entry Paolino, ragazzo davvero disponibile e simpaticissimo. Con questo vi ringrazio tantissimo di avermi fatto partecipare anche quest’anno. Un abbraccio a tutti i ragazzi, anche i più piccoli. Davvero stupendi, un grazie anche a tutto lo staff. Grazie di cuore
  5. Sono un leone, adulto, forte, sicuro. Non mi spaventano le responsabilità che mi devo assumere, anzi mi soddisfa molto avere ruoli importanti e non essere uno fra tanti nel branco. Voglio essere trattato con rispetto, voglio poter dire la mia e non ho paura di dire ciò che penso, a chiunque abbia davanti, con coraggio e sicurezza. Non dimentico mai però di essere anche un piccolo Simba, che tutti i giorni ha bisogno di insegnamenti e consigli di cui far tesoro, di trovare la giusta strada per evitare di finire nel cimitero degli elefanti. Nella vita si possono trarre insegnamenti da tutti, la capacità nostra dev’essere quella di scegliere i “Mufasa” da seguire e gli “Scarr” da evitare. Come del Re Leone anche io ad agosto ho perso il mio Mufasa più importante: la mia mamma. Tuttavia lei resta sempre per me una guida sicura, ferma, un esempio di vita che mi accompagnerà lungo tutto il mio cammino. Cerco di essere sempre sorridente e scherzoso, come lo era lei, nonostante le difficoltà di una lunga malattia; cerco di non cadere mai nella tentazione di una vendetta o di un rancore non sanato, perché mi è stato insegnato di non addentrarmi in quelle terre nell’ombra, che devono fare paura. Da questa esperienza a DIsentis porto via con me un bagaglio unico di emozioni, che sono le uniche cose che realmente ci rimangono nel cuore. Non da ultimo un attaccamento ancora più forte ad una vita che non deve essere mai, nemmeno per un minuto, banale e scontata.

3 Commenti

  1. Quando siete bambini si pensa che voi sarete semplicemente perfetti, che non sbaglierete mai, che sorriderete sempre.
    Si pensa che non potrete ripetere i nostri errori, per il semplice fatto che noi saremo lì a raccontarveli, di più e meglio di come i nostri genitori hanno fatto con noi.
    Poi capiamo che gli errori sono come il sale nella pasta, servono per dare sapore alla vita, l’importante è non esagerare!
    Insomma, il nostro atteggiamento cambia: abbassa il fuoco, alza il fuoco, metti il coperchio, togli il coperchio, stai attento al sugo, prepara la tavola, fai tu, ti aiuto io… Però il sale è vostra responsabilità. Noi possiamo farci proprio poco.

    Sono ormai diversi anni che si viene a Disentis, dalla Gabbianella che spiccava il primo volo, al leone che si prende le sue responsabilità: ogni anno la magia si rinnovi con entusiasmo.
    Ed è quasi incredibile: una settimana intera senza… CELLULARE!
    Una grande rinuncia per due adolescenti, senza alcuna esitazione. Questo e altro, pur di partecipare al camp!
    Cari genitori che sorridete, voi sareste davvero capaci di stare sette giorni senza il vostro collegamento al mondo?
    Comunque, domani riabbracceremo i nostri Simba e Nala, sono sicuro, tutti insieme un po’ più forti, pronti ad affrontare tutti gli Scar che ogni giorno incontreremo.
    E la pasta per qualche giorno la lasceremo fare alla mamma, che è la più brava, anche col sale.

    Grazie Disentis. Grazie Staff

    Papà Giancarlo

  2. Hakuna matata…..in un periodo come quello che stiamo vivendo queste parole hanno un significato ancora più forte. Ansie, incertezze e preoccupazioni ci hanno accompagnato quotidianamente e soprattutto hanno disorientato i nostri ragazzi, dal più piccolo al più grande.Hakuna matata non vuol dire essere superficiali o menefreghisti, ma essere fiduciosi e pieni di speranza e positività….non è facile e spesso anche noi adulti siamo insicuri, indecisi, anche noi abbiamo paura di sbagliare. Ma non c’è crescita senza sbagli ed errori e il nostro ruolo di genitori è quello di trasmettere fiducia, di insegnare che quando si cade ci si può rialzare, che dopo tutti gli errori fatti la porta del perdono è sempre aperta. Bisogna lasciare da parte orgoglio e paura….tante volte non servono troppe parole, un abbraccio e un sorriso bastano a far capire ai nostri figli che sono amati e compresi e che, nonostante tutto, rimangono sempre al centro del “cerchio della nostra vita “.

  3. Qual è il mio posto nel cerchio della vita? Bella domanda…. Ancora non lo so, spero di scoprirlo presto. È una domanda che ultimamente mi faccio spesso.
    Non so quale sia il mio futuro, nessuno può saperlo. Puoi porti degli obbiettivi e cercare di raggiungerli, ma il futuro è incerto. Quello che so è che possiamo imparare dal passato, riflettere e quando possibile rimediare agli errori, proprio come dice il saggio Rafiki.
    È questo che sto cercando di insegnare ai miei figlu. A non aver paura di sbagliare, ma piuttosto aver il coraggio di ammettere l’errore e soprattutto di chiedere aiuto, perché c’è sempre qualcuno pronto a tenderci la mano.
    Noi genitori cerchiamo di creare il “figlio perfetto”, insegnare valori come il rispetto, il coraggio, la determinazione, ma, ahimè, non sempre ci riusciamo. Vuoi perché per primi non ci abbiamo creduto abbastanza, vuoi perché c’è sempre uno “Scar” dietro l’angolo pronto a distruggere tutto quello che di buono abbiamo fatto.
    Questa esperienza a Disentis è speciale non solo per i ragazzi che la stanno vivendo in prima persona, ma anche per noi che siamo a casa e che leggendo il libretto riflettiamo sulla vita, sul nostro ruolo in essa è su quello che stiamo facendo. Probabilmente non è così per tutti. Per me sì!!
    Di sicuro finita questa settimana troverò mio figlio cambiato (già l’ho capito dalle telefonate) e sicuramente saremo cambiati anche noi.
    Concludo col ringraziarvi per questa bellissima esperienza!
    Non vi conosco di persona, ma dai video foto, ecc capisco che quello che fate lo fate con amore e determinazione.
    Il vostro posto nel cerchio della vita è ben chiaro, giusto?? Beh un po’ vi invidio, ma soprattutto vi ammiro!
    Grazie di cuore!
    Mamma di Alessandro P.

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