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LA RINASCITA

 

 

Ora facciamo un salto di diversi anni. Simba è diventato un giovane leone, forte e coraggioso, ma vive sempre lontano da casa. Gli manca ancora il coraggio di ritornare, il rimorso per la morte del padre è troppo grande e il vuoto per la sua assenza lo distrugge.

Nel musical manifesta tutto il suo dolore in un assolo commovente, che prende gli spettatori, mentre il coro cerca di consolarlo e di infondergli coraggio.

“La strada ho perso ormai,

Non vedo più 

le stelle in cielo lassù

e so che casa mia

non rivedrò.

Padre perché non ci sei?

Avevi promesso

Di stare qui accanto a me.

Io cerco te, padre mio,

ma tu non ci sei

e spero ogni giorno

di udire la voce tua

che da questo incubo

mi risveglierà.

Il sole sorgerà?

Notte infinita un nuovo giorno verrà?

Eri la guida mia,

Ora non più.

Padre non so dove sei.

Avevi promesso

Di stare qui accanto a me.

Io cerco te, padre mio,

ma tu non ci sei 

e spero ogni giorno

di udire la voce tua

che da questo incubo

mi risveglierà.”

Coro: “La notte dovrà finire

E il sole sorgerà.

Le nuvole svaniranno

E il sole splenderà”.

Intanto il suo branco, ridotto alla fame dall’usurpatore Scar, non lo ha dimenticato, tutti sperano che sia ancora vivo. Cerca prove della sua esistenza soprattutto il vecchio saggio stregone Rafiki. 

E la prova arriva col vento proprio quando ogni speranza stava per svanire: un delicato ciuffo di peli biondi si era posato al tramonto sulla grande rupe del re. Rafiki è sicuro che quei pochi impalpabili peli sono del figlio di Mufasa. 

Simba era dunque vivo. Gli antenati non avevano abbandonato il branco.

Il passo decisivo ora dipende solo dal giovane leone. Deve prendersi le sue responsabilità, reagire al senso di colpa e alla frustrazione. Convincersi che non esistono errori senza perdono; che l’amore del branco è più forte di tutto. 

Nel branco c’è la madre che l’aspetta; c’è la sua amica Nala; ci sono le sofferenze e i sacrifici di tutti i leoni, leonesse e cuccioli che meritano un riscatto; c’è la giustizia e la verità che devono trionfare e c’è un usurpatore da eliminare. 

Simba sente nel cuore di essere innocente. Riconosce di aver disobbedito al padre e di averlo messo in pericolo con la sua imprudenza. Il suo papà era forte e coraggioso … nessuno poteva sconfiggerlo … e poi con lui c’era Scar … 

Scar … Scar … Ho sentito che sta distruggendo le terre del branco ed affamando tutti gli animali! Devo fare qualcosa! Devo tornare a casa!

Sarà la grande lotta finale a chiarire tutto e a far emergere la verità. 

Scar tenterà fino alla fine di difendersi con i suoi raggiri e i suoi inganni; oserà ancora accusarlo della morte del padre davanti al branco, ma poi crollerà sotto il peso della sua malvagità.

La vera vittoria di Simba non è stata quella materiale, quella ottenuta con i suoi artigli potenti, ma quella di aver creduto nell’amore del padre e del suo amore per il padre.

Il Simba che è in ognuno di noi si deve comportare nello stesso modo. Dobbiamo convincerci che non c’è difetto che non può essere corretto, né colpa che non può essere perdonata. 

Per tornare ad essere padroni della nostra vita dipende soprattutto da noi. Però è necessario mettere da parte ogni forma di orgoglio e presunzione e avere l’umiltà di chiedere consiglio ed aiuto. 

Il cerchio della vita, dopo gli errori, riprende col dono di una nuova innocenza. L’Hakuna Matata vale anche per tutti noi e soprattutto per voi ragazzi che siete nell’età più bella ed impegnativa, quella in cui si costruisce il proprio futuro. 

Gli errori si commettono; è inevitabile; tutti li abbiamo commessi, ma è necessario riconoscerli e venirne fuori. 

Bisogna avere il coraggio e l’onestà di girare pagina, guardare avanti, aggiustare il tiro, ritrovare la strada giusta, non lasciarsi più ingannare dai vari Scar che si incontrano nelle situazioni di vita e negli ambienti di tutti i giorni, che hanno tutto l’interesse di distruggere i nostri valori, di farci credere che è giusto fare ogni forma di esperienza, di separarci da chi ci vuole bene per poi incanalarci nella “grande gola” col rischio di essere schiacciati dalla “mandria impazzita”. 

RIFLESSIONE RAGAZZI

  1. Spesso per poter tornare sulla giusta strada bisogna dire NO a qualcuno, a una persona che ci ha fatto deviare lungo il nostro cammino e non è semplice. Se però non si riesce a dire no, si prosegue per la sua strada e tornare su quella giusta è sempre più difficile, si inizia a dimenticarla fino a quando la via del male diventa l’unica via esistente. Ma perché dare una risposta sapendo che è quella sbagliata? Semplice, spesso la risposta sbagliata è la più comoda! Se degli amici ti chiedono di uscire con loro e tu sai che devi studiare, ma sai anche che se non vai loro potrebbero arrabbiarsi perché non sanno riconoscere le cose più importanti, cosa risponderesti? Tanti a questa domanda risponderebbero di SI, anche perché uscire con gli amici è più bello rispetto allo studio. Per un cristiano perdere la diritta via può voler dire non andare più a Messa perché è molto più comodo dormire fino a mezzogiorno, mangiare e sedersi sul divano a giocare alla Play. Questo succede una, due, tre volte fino a diventare un’abitudine e ritornare ad andare a Messa dopo un po’ di tempo non è per niente semplice! Quante persone vivono nel male per colpa della pigrizia! Spero di non diventare come queste.

  1. Secondo me la prima scelta che ti fa riflettere su chi tu sia, è quella della scuola superiore, poiché bisogna capire cosa si vuole e chi si vuole diventare.
    Io ho fatto un po’ di fatica a scegliere che scuola fare, però ho capito che nel caso avessi sbagliato, non devo rimanere a piangermi addosso per il mio errore, ma avere il coraggio di tornare sui miei passi e cambiare. Però dovrò riuscire a mettere da parte l’orgoglio, quell’orgoglio che da un po’ di tempo sta crescendo e che non mi fa parlare con nessuno, perché altrimenti “Chissà cosa penserebbero di me …”; quell’orgoglio che quando ho torto, non mi fa chiedere scusa, andando così a rovinare i rapporti; quell’orgoglio che non mi fa ammettere i miei errori, ma che mi fa rifugiare in un “Tanto sono fatta così” .Sono fatta così… questa è un’affermazione sbagliata, perché è in ogni momento che si sceglie che persona essere, e “… Non sono le nostre capacità a definire chi siamo, ma le nostre scelte”. Come Simba ha avuto il coraggio di tornare sui suoi passi, e come ha scelto di prendere il suo posto nel Cerchio Della Vita, ognuno di noi può scegliere di fare come lui, deve solo volerlo.

  1. I cambiamenti sono lunghi e faticosi, ma per questo, una volta raggiunti ti fanno sentire meglio. Ad esempio: io non volevo venire a Disentis, ma oggi ho capito che il mio cambio di scelta è stato la mia grande fortuna! A proposito di cambiamenti, volevo citare una frase del film Il Circo Delle Farfalle, che dice: <Più grande è la lotta, più glorioso è il trionfo>, ed è così nello sport come nella vita … più difficile è il cambiamento, e maggiore sarà la soddisfazione una volta raggiunto.

  1. Una delle mie scene preferite del film Il Re Leone, è quella in cui Rafiki fa capire a Simba che dal passato si può o fuggire, o imparare qualcosa. Tutti noi usiamo gli errori commessi nel passato per imparare, come ha fatto Simba. Il babbuino è uno dei personaggi più importanti del film. Per noi, per questo Camp, il suo ruolo è interpretato da Mimmo, che tutti gli anni trova un argomento sempre più bello e più profondo sul quale fondare il Momento Formativo. Un momento in cui ciascuno di noi fa spazio al suo inconscio, ed esprime pensieri che lo aiutano a crescere. Il bello di Disentis, secondo me, è proprio questo: la sua unicità, grazie al momento di riflessione. Attraverso lo sport si allena il corpo, e attraverso il Momento Formativo si allena l’anima.

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